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VIC Volontari In Carcere OdV

Chi siamo

Un'associazione di volontari nata dall'esperienza della Caritas diocesana di Roma, presente ogni giorno nei quattro istituti penitenziari di Rebibbia, tre maschili e uno femminile.

Testo in attesa di approvazione. Questa pagina è stata preparata per il nuovo sito e deve essere rivista dal VIC prima della pubblicazione definitiva.

L’associazione è stata costituita il 18 novembre 1994 da un gruppo di volontari della Caritas diocesana di Roma. Nel 2024 i volontari operativi erano 48: incontrano le persone detenute nei Centri di Ascolto e le accompagnano, una per una, durante la pena. I numeri del 2024 raccontano quanto lavoro c’è dietro.

Cosa facciamo

  • Attività comunitarie dentro gli istituti: cineforum, pittura, corsi di italiano e di inglese, formazione professionale, laboratori di informatica, momenti ricreativi, incontri con i familiari e incontri su temi spirituali e religiosi.
  • Aiuti materiali: vestiario e prodotti per l’igiene a chi non ha nulla, oltre mille pacchi nel 2024. Per acquistarli il VIC collabora con altre associazioni e promuove raccolte fondi.
  • Progetti per il reinserimento sociale delle persone detenute e per coinvolgere il territorio nella cultura dell’accoglienza.
  • La Casa del VIC, che accoglie persone detenute in permesso premio o in misura alternativa e i familiari che vengono da fuori Roma.
  • Un corso di formazione ogni anno per i nuovi volontari, aperto a chiunque sia interessato.
  • Iniziative culturali e attività di sensibilizzazione con parrocchie, scuole, gruppi e associazioni, sui temi della giustizia e della pena.

Il VIC collabora con il Tribunale e i magistrati di sorveglianza, con gli uffici di esecuzione penale esterna (UEPE) del Ministero della Giustizia, con le associazioni e le cooperative che operano nel mondo penitenziario e, in modo privilegiato, con le strutture della Caritas diocesana di Roma.

In cosa crediamo

Giustizia. Pensiamo che una solidarietà staccata dalla giustizia sia solo un modo per mettersi a posto la coscienza, e che la giustizia sia l’altro nome della carità e della solidarietà.

Perdono. Essere volontari in carcere significa essere costruttori di giustizia e di pace, nella convinzione che in ogni uomo e in ogni donna c’è la possibilità di cambiare, e che occorre spezzare la catena del male.

Riconciliazione. Significa impegnarsi per una nuova cultura della solidarietà, dei diritti, dell’accoglienza e dell’integrazione sociale, capace di cambiare il modo in cui la città guarda al carcere e alle pene.

La presenza in carcere dei volontari del VIC è un modo di essere cittadini e cittadine: assumersi in prima persona i doveri verso la collettività, attraverso l’azione accanto alle singole persone.

Come è organizzata l’associazione

Il Consiglio direttivo è l’organo che prende le decisioni. È composto da volontari che si candidano e vengono eletti dall’Assemblea dei soci; al suo interno viene eletto il Presidente, che è il legale rappresentante dell’associazione. Secondo lo statuto il Consiglio conta da 7 a 11 consiglieri, Presidente compreso, e resta in carica cinque anni.

Il VIC è un’organizzazione di volontariato iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS). È apartitica, non ha fini di lucro, e le prestazioni dei volontari e le cariche sociali sono gratuite.

Dallo statuto: articolo 4, oggetto e finalità

Lo spirito e la prassi dell’Associazione si conformano ai principi della Costituzione italiana e si fondano sul pieno rispetto della dimensione umana, spirituale e culturale della persona.

Per il perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, l’Associazione svolge, prevalentemente in favore di terzi e avvalendosi in modo prevalente delle prestazioni dei volontari associati, le attività di interesse generale previste dall’articolo 5 del Codice del Terzo settore: interventi e servizi sociali; educazione, istruzione e formazione, con attività culturali di interesse sociale; promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici.

In particolare l’Associazione si propone di:

  • seguire e accompagnare la persona detenuta durante l’espiazione della pena, favorendo la promozione dei diritti della persona e rimuovendo situazioni di bisogno;
  • costruire progetti organici e continuativi di aiuto, anche con strutture di accoglienza alternative alla carcerazione;
  • sensibilizzare l’ambiente esterno a superare la cultura del rifiuto verso chi ha commesso un reato, fino ad accoglierlo nel proprio tempo, nella propria casa, nella propria città;
  • studiare i bisogni presenti nel settore carcerario;
  • formare e aggiornare i volontari che operano in carcere;
  • promuovere iniziative di solidarietà e attività culturali sui temi della pena: incontri, convegni, seminari, proiezioni;
  • sostenere iniziative legislative per una migliore tutela dei diritti e della dignità delle persone detenute.

L’Associazione opera in stretta collaborazione con la Caritas diocesana di Roma, ai cui valori e modalità di intervento si richiama.

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